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Limiti e risorse 2

Mi rendo conto che alcune delle mie convinzioni non abbia un sicuro punto di riferimento psicologico, antropologico, né tantomeno scientifico.                                                          Danza sorniona la convinzione che proprio nel mezzo del nostro essere umano alcune verità vanno a braccetto con altrettante contraddizioni o paradossi. D’altro canto la pura matematica mi ha sempre fatto irrispettosi sgambetti, e vista la mia olimpionica andatura, non è un gran regalo. Torno al dunque sul misterioso tema dei limiti e delle risorse. Tra le convinzioni accennate in apertura, ho scorto, con il lato creativo del mio coaching, una metaforica e invisibile linea di confine tra limite e risorsa. 


Con piccolo furto etimologico uso il sinonimo di limite che è appunto confine.
Parlo quindi di un punto di demarcazione che, pur essendo sottile, riesce a tener separate le due dimensioni. Visualizzo due antichi nemici: i limiti guardano con un pelo di arroganza le risorse oltre confine che a loro volta ricambiano con tono di sfida. 
Immagine che rende bene l’idea di quanto queste forze siano contrapposte tra loro piuttosto che interagire per il bene comune.

Se sposate con me l’immagine eccoci di fronte ad un inatteso confine.
Eccone i personaggi:
Intravediamo la risorsa, il dono, la qualità che, di fatto, ci appartiene. 
Noi e la variabile critica, il costo da pagare e l’impegno da investire. 
Sono i mezzi per oltrepassare la striscia di separazione.
Intuiamo che probabilmente ci ritroveremo, con nostra sorpresa, di fronte ad una risorsa mai conosciuta, persa o abbandonata. Oltre il limite possiamo attingere a questa o quelle risorse, farle veramente nostre per utilizzarle al meglio.

Lo attraversiamo il guado?

Una volta colte le opportunità si moltiplicano.  Sun Tzu  (Stratega)


Per fare questo passaggio, apparentemente semplice, occorre decidere di affrontare gli elementi di disturbo che abbiamo citato nell’introduzione Limiti e risorse 1 : (fastidio, disagio sofferenza).
Potremmo essere infastiditi, vivere momenti d’incontrollato disagio e picchi di noiosa sofferenza. Sono gli agenti doganieri che ci aspettano alla frontiera.
Non chiedono documenti validi d’espatrio. Richiedono la volontà e disponibilità di vivere ciò che naturalmente non ci piace per ottenere in ritorno proprio ciò che ci piace.
Questi elementi di disturbo sono gli ostacoli che ci impediscono di accedere proprio a quelle risorse che ci aspettano oltre la frontiera .

Per equipaggiarsi ad attraversare la striscia invisibile ho intravisto una sorta di pre-requisito che facilita questo scomodo passaggio. Una richiesta motivazionale che consente, non solo di passare dall’altro lato, ma anche di compiere un’operazione trasformazionale sul nostro essere. Un cambiamento che può apportare sostanziali modifiche alla nostra persona e al nostro modo di agire nella sfera personale e professionale.

Partiamo con Il viaggio e il passaggio grazie al passaporto delle 3 A?

Un limite di cui diventiamo consapevoli, per scelta o per “casualità” esistenziale, rappresenta una nota stonata del nostro io. Un aspetto che tendiamo a chiudere in una delle tante zone comfort. In genere evitiamo di renderlo visibile. Spesso i nostri sforzi, seppur utili, che cerchino di apportare miglioramenti al nostro limite vanno a scalfire solo la parte più esterna lasciandone intatta la radice. Il risultato diventa evidente quando, per esempio, ci troviamo di fronte ad un manager con discrete capacità di gestione che cerca di crescere come Leader nella sua relazione con collaboratori e superiori con competenze e strumenti senza prendersi mai cura del suo modo d’interagire con loro (normalmente povero nella sfera dell’ascolto e della comunicazione).  Raramente ho visto colmare il gap tra essere e fare solo nel far accrescere il know-how . (i risultati finali si valutano su parametri più trasversali.).

Quando siamo veramente consapevoli di un nostro limite. Se avvertiamo una distanza tra il limite e la risorsa possiamo sfoderare il nuovo passaporto marchiato: le 3 A
Passare il confine grazie alle tre diverse dimensioni :

LE TRE A:  ACCETTARE       ACCOGLIERE       AMARE

1   ACCETTARE il nostro limite
Quest’operazione di Micro Chirurgia Interiore rappresenta nei miei ultimissimi anni la sfida più rilevante per accedere al processo di cambiamento e trasformazione interiore.
Per me ha posto nuove basi e spazi per ricevere quello che voglio e mi piace in me negli altri, come esattamente il suo contrario: quello che non voglio e non mi piace in me e negli altri. 
Non si tratta di un passivo consenso, ma di effusione di DINAMO.
È una trasformazione tra energia meccanica in energia elettrica. Spirito, Anima, Corpo.

2   ACCOGLIERE il nostro limite
Lo spazio iniziato a crearsi si dilata maggiormente. L’aspetto emozionale e affettivo comincia a sciogliere ogni resistenza. Scalda il cuore e accarezza il limite prima che la sua presenza svanisca e si trasformi. L’azione di creare un maggior spazio in noi, non è tanto una questione di misure, ma di qualità e di forma. Accogliere è il benvenuto a un nuovo e gradito ospite che potrà rimanere residente in noi a lungo.

3    AMARE il nostro limite
Questa è la A più grande sopra le altre. Nucleo del vero potere. Con il suo peggior nemico dall’alba dei tempi in azione che contrasta e demolisce il crescere della A. Con lei parte una sorta di depurazione dall’influenza negativa sotterranea che il limite ha sempre avuto su noi. È un’A che Vince ogni cosa . Un Profondo balsamo terapeutico, che opera tra passato, presente e futuro. Amando il nostro limite dichiariamo che Amiamo noi stessi.

Accettare, accogliere e amare appartengono al nostro “software”: il nostro essere di grande impatto a tutto campo sul nostro fare.

Sono A da tre scelte di vita che possono andare ben l’oltre l’acquisizione di un potente software della gestione. Quella sconosciuta frontiera rappresenta un po’ un lavoro di artificieri. Si disinnesca una bomba. Si fa implodere.
Quel che ci aspetta quando la cortina fumogena si dissolve, è una risorsa sorridente che ci accetta, accoglie, ci ama e ci aiuterà a tirare fuori il meglio da noi, per noi stessi e per gli altri .

Oltre il confine!
Non tutti i limiti sono superabili né in questo modo né con altre ricette esistenziali e formule o slogan motivazionali. Credo che in ogni caso vivere esperienze di cambiamento produca in noi un passo in avanti in termini di consapevolezza, responsabilità e in ultima analisi di libertà.

Try it on .

Ho volutamente tralasciato il concetto dei limiti fisici, di cui sono un discreto rappresentante. Soprattutto quando si manifestano con patologie croniche limitanti perché avrebbe spostato il campo di ricerca. Per esperienza personale credo che anche in quei casi attraverso questa riflessione si possano recuperare contributi che aiutino in ogni  modo ad affrontar al meglio la natura stessa del limite, a renderci più consapevoli, più responsabili e forse più fiduciosi nelle nostre possibilità e delle nostre risorse.

Buon cammino


Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma non sono sicuro dell’Universo.
(Albert Einstein)