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Esempi e paragoni. Non confondiamoci !

Il valore e il dono dell’unicità, delle differenze e dei confronti.

Nella mia innata curiosità mi è capitato di ascoltare conversazioni vicine che si basavano su un tema centrale: il paragonare o il paragone. Paragonare una situazione con un’altra, una persona, un luogo con un altro. Tutti punti concreti o immagini simili ma in qualche modo diversi.
Diversità che nella bilancia pesava apparentemente a sfavore di chi lo stava riportando.
Mi sono venuti in mente molti altri momenti dove il paragone era il cardine comunicativo del momento, che in generale produceva sentimenti negativi quali l’invidia, la gelosia, spingendo in certi casi limite , fino ad un insano desiderio di vendetta.

Mi sono soffermato a riflettere su quanto un certo modo di utilizzare il paragone o il paragonarsi procuri frustrazione e negatività. I desideri o i sogni non appagati attivano questi sentimenti
Un modo di porsi di fronte a qualcosa o qualcuno che vorremmo avere o essere finisce per farci vedere il bicchiere sarà sempre mezzo pieno: impossibile vederlo in altro modo.
Il paragone diventa il paradigma della mancanza.

Ho pensato a quale possa essere un percorso di pensiero e di parola alternativo che apra possibilità e procuri sentimenti più armonici. Mi è ritornata in mente l’importanza di alcuni esempi di vita. Esempi incrociati personalmente, esempi di alcuni personaggi di vari ambiti di cui ho letto appassionanti biografie.

L’esempio positivo preso come un possibile modello da seguire e imitare è uno spazio di sano confronto che procura energia e stimolo per proseguire e per tendere verso il meglio per noi stessi e per gli altri. Il beneficio che ne traiamo produce incoraggiamento e motivazione. Questo movimento di pensiero e azione porta a seguire le orme di chi si è preso ad esempio,  senza dover imitare o duplicare lo stesso modo di fare o di essere.
L’esempio su cui ci soffermiamo ci lascia liberi d’interpretare a modo nostro qualità, valori e comportamenti senza perdere i lati essenziali del nostro essere e delle nostre caratteristiche principali.

Mi sento quindi di affermare che: Il paragone ci porta considerare quel che non abbiamo o che non siamo e che qualcun altro è o possiede; l’esempio aggiunge quello che ci manca trasportandoci in una dinamica dimensione di confronto e crescita.

Il paragone rischia di creare uno stato di passività in noi e intorno a noi, ci un filtro che vede ingiustizie in ogni dove. L’esempio ci dà responsabilità e ci rende consapevoli dei nostri limiti e delle nostre potenzialità e ci porta all’azione, a costruire piani di azione.
E poi ci possono essere esempi, di adesso, della storia terrena e ultra terrena….
Quali sono stati tuoi e in che modo hanno influito nelle tue scelte di vita?
Quanti paragoni inutili e fuorvianti coltivi ancora dentro di te e cui sei pronto a rinunciare ?

Nota finale
Ho volutamente considerato il termine “paragone” con un significato negativo. Esprime spesso somiglianza, equivalenza assoluta per affermare che una cosa è indiscutibilmente superiore ad altra con cui si vorrebbe confrontarla, o per esprimere un giudizio superlativo.  Molto dipende dall’uso che se fa e dal contesto in cui si usa.

Tra l’altro ho scoperto, mia beata ignoranza, che il paragone è in origine una varietà di diaspro nero, una pietra semipreziosa che da tempo immemore viene usata per saggiare la purezza dell’oro  la celebre “pietra di paragone”. I mercanti nel Medioevo la portavano sempre  nei loro viaggi d’affari.

Vai con fiducia nella direzione dei tuoi sogni. Vivi la vita che hai immaginato.

(Henry David Thoreau)