Chi ha sbagliato ?

Sprazzi di cultura aziendale e non solo!
Mi è rimasta impressa la dinamica che scaturisce negli ambienti decisionali in seguito ad un errore. Mi riferisco all’atmosfera che si crea di fronte ad un mancato risultato, un insuccesso di qualsiasi tipo.

All’epoca, da Executive Coach, mi sono chiesto quanto di motivazionale quel clima aziendale  si diffondesse in quelle scomode situazioni ? Incuriosito osservavo che dopo uno o più errori, individuale o di team, spesso risuonasse dall’alto l’eco sibilante della  domanda : CHI HA SBAGLIATO? Un boato che incute timore e partorisce difese e via di fuga. Ho affiancato piccoli imprenditori e manager nel riflettere su quella domanda.
Rilevando che è una domanda che si concentra sul chi?
Innesta la frenetica ricerca di colui, colei o coloro che hanno commesso il pasticcio.
Si crea una cultura organizzativa che necessità maggiormente di un colpevole più che una soluzione. È un momento topico in cui s’instaura un clima di PAURA, velato o represso, tra i collaboratori. In genere provocando  per reazione un comportamento difensivo, sostenuto da giustificazioni e tentativi vari di scaricare la colpa sugli altri.  Contribuisce a innestare una mentalità di DERESPONSABILIZZAZIONE. Le risorse coinvolte pur di sfuggire alla possibile punizione evitano in ogni modo di accollarsi la responsabilità ’dell’accaduto. Nascono conversazioni e comportamenti fondati sul: meno faccio meglio è, meno rischio più al sicuro sto, ogni mio contributo qui è sprecato.

Errore e passato
Una domanda che spinge verso il PASSATO e ancora le persone nell’ERRORE.

Una modalità che toglie e non aggiunge, che scoraggia e demotiva. Nei miei interventi di Coaching ho suggerito una possibile domanda sostitutiva che potrebbe dare un contributo per un più ampio coinvolgimento; un input per una presa di maggior responsabilità e crescita: COSA è MANCATO?

Presente e futuro
Una domanda che si concentra sul cosa non sul chi.
La messa a fuoco si sposta sul processo,  sui meccanismi, non sulla persona.

È l’inizio di una conversazione che alleggerisce la persona dal peso e la tensione dello sbaglio.

Si concentra l’attenzione su cosa sia mancato nel percorso che abbia impedito di ottenere il risultato previsto.
Atteggiamento vicino alla Leadership che ha cuore l’insieme delle risorse e la visione globale dell’organizzazione. Visione che cerca di capire come e con cosa poter sostituire o inserire ciò che sia venuto a mancare.                             

Il Leader considera il mancato risultato e verifica le RESPONSABILITA’ e le conseguenze senza colpire e demotivare la risorsa.                                                                                                                                     

La Leadership crea i presupposti culturali che si basino sulla FIDUCIA, sull’interazione di gruppo e sul non ripetere gli stessi meccanismi  del fiasco.
In questi casi l’aspetto positivo di un semplice cambio di domanda favorisce la crescita nelle relazioni, personali o professionali.                    
Occorre considerare successo o insuccesso come risultato e responsabilità di tutti e non di uno solo.
Se vince uno vincono tutti, se perde uno perdono tutti.

Cosa è mancato di fronte a un qualsiasi tipo di fallimento è una domanda che spinge verso il FUTURO e apre POSSIBILITA’.

Una sana  modalità di conduzione e di relazione che aggiunge e non toglie.

“Un uomo deve imparare molte cose. Quando non è più in grado di imparare diventa uno qualunque”
                                               Francis Scott Fitzgerald